mercoledì 18 maggio 2011

Presente

Perché attraversare la città per vederti era stancante e avevo bisogno di pause,
perché non volevo farti scegliere tra un impegno con me e la tua necessità di essere presente con la tua famiglia e pensavo di aiutarti,
perché con te potevo essere me stessa e fare ciò che mi piaceva fingendo che quel divano non esistesse,
perché quando stavi male e non potevi uscire volevo farti compagnia,
perché volevo coinvolgerti nei miei progetti e avere la tua partecipazione,
per molti altri motivi,
decisamente più puri di quanto tu abbia creduto, forse estremizzati da un malessere interiore.

Il mio andarmene via, nel senso di farlo per te,
implicava un poterci vedere anche per mezz'ora senza che io ci mettessi 40 minuti,
lo smettere di dover prevedere dove si andasse o se la tua casa sarebbe stata libera,
cose fattuali oltre che psicologiche.
Cambi reali in cui te non hai creduto
o che probabilmente non volevi proprio.

Hai preso il mio amore, mi hai convinta a cedere ai miei timori e hai vissuto la tua versione delle cose. Non potrai mai sapere cosa poteva succedere tra noi e mi dispiace per te.

Avevo comprato della cioccolata fondente per voi e ora non so che farne,
è troppo amara.

Liberati dai fardelli, smettila di tenere tutto dentro.
Non credere che non lo sappia.
So chi sei e cosa fai ogni giorno. E non riesci mai a sfogarlo.
Racconti finzioni o dici poco.
Vieni qui, saliamo sul tetto e urla.
Sai anche tu cosa c'è tra noi,
purtroppo il mio male era a prescindere da questo,
dovevo fare un atto concreto e ora mi sto bene, sempre.
Ora sono pronta.
Abbi fiducia, vieni. Il resto verrà tutto da solo.

Nessun commento:

Posta un commento