
Poco tempo fa un mio amico mi ha detto di aver visto, in un parco vicino la zona in cui vivo, un signore che portava a spasso il gatto tenendolo con sé attraverso un guinzaglio.
Giustamente ho dato a quell'uomo del matto,
ma lentamente ho capito di esser stata capace anch'io di tale gesto.
La paura che torni da te solo per coccole e cibo
e che viva senza di te tutto il resto del tempo come se nulla fosse,
che attinga al cibo e alle coccole di chi incontra per strada,
che passeggiando si allontani troppo,
che si azzuffi e si faccia male tra le sterpaglie.
Sono sicura che quell'uomo ami quel gatto
ma che non sappia che se lo lasciasse libero,
e lo vedesse tornare comunque,
capirebbe che è inutile avere paura.
E quel gatto saprebbe che quel cibo e quelle coccole sono i più buoni, tra i mille che gli vengano offerti.
Riconoscerebbe quegli odori e quel tatto tra tutti e non esisterebbero fusa più sincere di quelle che regalerebbe al suo amico.
Non serve avere paura.
Non serve chiedersi cosa succederebbe se si slacciasse quel guinzaglio.
Quando già ci si appartiene.

Foto di Prescilla Gringott,
scattata un giorno, mentre si è persa cercando la strada.
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