
In quel periodo il mio punto fermo era un edificio di vetro,
non so precisamente dove si trovasse ma riuscivo sempre ad affacciarmi al finestrino in tempo per vederlo, nei giorni di sole splendeva e mi accoglieva.
E anche se mancava ancora un po`, alla sua visione sentivo gia` le tettoie di Alberto Fava sopra la mia testa.
Bevevo spremuta d'arancia quei tempi, prima di passare vicino a quella piccola traversa che porta il tuo nome.
Rischi sempre di diventare un ricordo definitivo.
Poi le mosche a Roma, il cordone, non ombellicale, ma da tagliare per farci abbracciare.
Il groppo in gola di oggi non lo sciologono neanche le caramelle che mi dava la hostess.
Neanche aspettarti alle Colonne (non sapevo che anche l'anno dopo ti avrei aspettato a Buenos Aires, eppure dicevano che e` li la festa). Fra non molto tornero`, ma per favore non lasciarmi sola sotto il Duomo.
Rischi sempre di diventare un ricordo definitivo.
Poi le mosche a Roma, il cordone, non ombellicale, ma da tagliare per farci abbracciare.
Il groppo in gola di oggi non lo sciologono neanche le caramelle che mi dava la hostess.
Neanche aspettarti alle Colonne (non sapevo che anche l'anno dopo ti avrei aspettato a Buenos Aires, eppure dicevano che e` li la festa). Fra non molto tornero`, ma per favore non lasciarmi sola sotto il Duomo.
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